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Cosa regaliamo a Natale?

Intercettazioni, corsa ai telefonini inviolabili
Ideato a Torino il software per i Gsm. L’ultimo modello: 4.000 euro

Se può, Paolo Guzzanti, senatore Fi, lo usa. Per gli appuntamenti importanti. Badando di staccare la batteria, in caso contrario, «perché il cellulare anche da spento può servire agli spioni». Un «criptofonino », al posto del normale telefonino, il suo. L’ultima frontiera della telefonia mobile, quella che si è fatta le ossa su casi «illustri» di intercettazioni, inchieste giudiziarie e «vittime» inconsapevoli. Un cellulare a prova di spioni. Più caro di quello normale, ma davvero inviolabile. Non solo per Guzzanti. Altre migliaia di italiani, assolutamente protetti dall’anonimato, li hanno comprati. Non più conversazioni vocali, ma parole tradotte in linguaggio cifrato, in viaggio nell’etere, inutilmente intercettate. Ma solo se a comunicare sono due cripto-telefonini. E gli investigatori avvertono: «Aumentano le telefonate mascherate con sistemi di "criptaggio" che oggi non siamo in grado di decifrare. Se Moggi o Ricucci avessero parlato usando questi cellulari, le cose sarebbero andate diversamente ». Sotto la lente degli addetti ai lavori ci sono degli algoritmi, responsabili della trasformazione delle parole in flusso di dati, segretissimi. Il sistema più conosciuto è l’Aes 256. Finora nessuno lo ha scalfito.

Pubblicato il 31/10/2006 alle 9.28 nella rubrica Che succede???.

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